Architettura, Arte, Pietra Leccese, Pietre Naturali

La pietra leccese nel Medioevo: da Nuzzo Barba all’edilizia abitativa

Palazzo storico in pietra leccese - Texunshop.com

La pietra leccese è da sempre protagonista della vita del Salento. Lo è, e lo era, già nel MedioEvo ancor prima che nascesse il cosiddetto Barocco Leccese. Gli esperti d’arte lo hanno chiamato Leccese perchè, a ben vedere, non ha nulla a che fare con il Barocco così come inteso al di fuori del Salento. Anzi, a dirla tutta forse è più un Rococò ante litteram, che non un vero e proprio barocco. Uno dei grandi protagonisti in questo senso fu Nuzzo Barba, artista e scultore, maestro proprio nella lavorazione della pietra leccese. Insomma, tra edilizia abitativa e forme d’arte, la nostra amata pietra gentile non ha mai smesso di farci compagnia.

Le opere di Nuzzo Barba

Nuzzo Barba era uno scultore ed architetto galatinese noto per aver dato vita a diverse pregevoli creazioni proprio lavorando la “pietra gentile”, ovvero la pietra leccese che noi ancora oggi, tanti secoli dopo, lavoriamo con amore e dedizione giorno dopo giorno. Operò a cavallo tra il Medioevo ed il Rinascimento, dunque ben prima del famoso Barocco Leccese. A lui si attribuiscono il sepolcro di Giulio Antonio Acquaviva (il famoso cavaliere senza testa, che perse la vita in battaglia nei giorni a seguire l’assedio di Otranto, nel 1481) e di Caterina del Balzo Orsini, a Conversano, nella Chiesa di Santa Maria dell’Isola, il Mausoleo di Pietruccio Bos, a Bitonto in San Domenico, e poi diversi presepi scultorei, ad Oria ed a Galatina (nella basilica di Santa Caterina, nella navata di sinistra). Si aggiungono all’elenco un altare situato nella Chiesa Matrice di Noci, la statua della Madonna col Bambino e di Francesco di Paola, situata ad Oria nella chiesa di San Francesco di Paola. E poi, ancora a Bitonto, i bassorilievi della loggia di Palazzo Vulpano.

Palazzo storico in pietra leccese - Texunshop.com

Pietra leccese e carparo, ovunque in Salento

La pietra leccese ed il carparo rappresentano e costituiscono il tessuto architettonico di tutto il Salento. Non v’è edificio residenziale, opera d’arte, edificio ecclesiastico, chiesa, oratorio, convento che risalga ad un periodo anteriore agli anni 70 ed 80 del Novecento (periodo nel quale si preferiva distruggere il “vecchio” per far posto al nuovo) che non sia costituito di ampie parti – tanto strutturali quanto decorative – in pietra leccese e parti in carparo.

La prima chiara, quasi bianca, facile da scolpire in mille forme (quel Rococò ante litteram del quale abbiamo parlato in apertura), la seconda più scura, ambrata e difficile da scolpire e lavorare. E pur tuttavia sempre così presente!

Passeggiando per le strade di un qualunque paesino del Salento, rallentate, alzate lo sguardo, e scoprirete in quante pregevoli forme questa straordinaria pietra naturale può essere plasmata. Mignani (balaustre antistanti le palazzine signorili), teste apotropaiche, portali catalani-durazzeschi, imbotti, balaustre, coonne, archi bugnati…..strade e palazzi sono ricchi di elementi decorativi e di difesa (anche dalle influenze negative, sia ben chiaro), realizzati proprio in pietra leccese e carparo. Quanta arte e quanta storia ci circondano!

Texun raccoglie questa straordinaria eredità e lavora ancora oggi la pietra leccese come un tempo

I maestri scalpellini in terra di Puglia sono rimasti pochi, ma quei pochi lavorano la pietra leccese ancora come lo si faceva sin dal MedioEvo. Ed il risultato, seppur per gusto e fattezze spesso adattato a gusti ed inclinazioni contemporanei, non può ch’esser di pregio, proprio come lo era un tempo. In questo senso, ci piace pensare, in Texun, di raccogliere l’eredità dei maestri scalpellini e degli scultori del passato, che amiamo osservare e studiare con attenzione, al fine di offrire ai nostri clienti oggetti senza tempo, di grande gusto, pronti ad essere amati ed a far loro compagnia per molti anni a venire.

Contattaci per qualunque richiesta o curiosità: siamo a tua disposizione!

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